Invito al Caffè (filosofico!)

Cari amici,

Gli incontri pubblici di filosofia organizzati dalla Sfi di Bari si terranno per quest’anno presso la libreria-caffè Prinz Zaum, che sarà per qualche tempo uno spazio condiviso per i nostri desideri di conoscere, in un contesto relazionale aperto, frequentato da filosofi e da persone provenienti da background differenti.

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Invito tutti a partecipare ad esperienze di dialogo filosofico in un locale pubblico. Ciò può sembrare una forzatura utopica ed elitaria. La predominanza della cultura dell’homo oeconomicus e dell’egoismo narcisistico attualmente toglie legittimità alla relazione comunicativa finalizzata non alla produzione o al consumo, alla soddisfazione più ampia possibile dei bisogni, ma alla ricerca di senso e di valore per le esistenze, alla socializzazione in cui negoziare in pubblico il riconoscimento delle identità (Bauman, Retrotopie, ivi, p.128) Queste cose si possono fare negli interstizi del tempo e nelle angustie del privato.

È fuori moda che qualcuno trovi del tempo per partecipare ad un’esperienza di ascolto, di interrogazione, di riflessione e di discussione, di scambio dialogato di idee tra persone e gruppi su temi di rilevanza filosofica per formarsi idee e convinzioni sulle questioni importanti della vita individuale e collettiva. Hanno diritto di essere riconosciuti solo interessi, guadagni, denaro, potere, calcolo. La crisi della discussione pubblica, del confronto dialogico tra idee e valutazioni sulle idee, corre di pari passo con la scomparsa dei luoghi fisici dove essa dovrebbe avere luogo (fanno eccezione le scuole).

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Il compito di conoscere, di capire e di valutare è subappaltato ai singoli, nel loro rapporto con i media e con le reti social, plurali e frammentate, luoghi poco controllati dalla riflessione e dalla critica, in una relazione a distanza, in cui la condivisione a volte si riduce ad un like superficiale e a volte spettacolarizzata (Bauman, Retrotopie, p.21) E, tuttavia, ognuno ha bisogno di dare un senso alle azioni che compie e alle esperienze che vive. La Arendt ci ricorda che è nell’azione con gli altri che emerge la creativa identità di ciascuno e si costruisce un senso condiviso, mettendosi in gioco nello splendore dell’esposizione nella relazione attiva con gli altri. Sulla base di quali canoni, criteri, modelli valoriali porta avanti la sua vita? Folate di novità, di contenuto e di metodo, prét a porter, si agguantano dalla televisione e dalla rete e si inseriscono spesso acriticamente nella propria cassetta degli attrezzi a disposizione per vivere. Partecipare si declina spesso nella forma passiva dell’adeguamento o del ritocco a qualche standard.

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E, tuttavia, vi è un desiderio, almeno remoto e carsico, in tutti di individuare o attribuire senso ad aspetti importanti della vita. Una qualche aspirazione all’ inattualità nietzschiana dobbiamo pur conservarla e non dobbiamo rinunciare all’impegno arendtiano a dare senso alle nostre azioni quotidiane di rilevanza individuale e comune. Sul futuro c’è molta nebbia e a proposito abbiamo a disposizione più domande che risposte. Bauman nel suo ultimo libro “Retrotopie” ci ricorda che nella situazione storica attuale gli individui, nella loro sperduta solitudine di consumatori impotenti, non riescono a immaginare come poter influire sulle forme di vita, la cui direzione sociale sfugge ad ogni controllo; data la situazione, oggi nessuno può limitarsi ad essere spettatore o mero osservatore. Anche gli incontri quotidiani tra vicini e colleghi, esercitando domande radicali e ragionando insieme tra amanti della ricerca del senso, attraverso una serena discussione, fatta di ascolto e di negoziazione, possono aprire radure di senso per il futuro. Almeno possiamo provare fare un’esperienza di resistenza critica alla routine, di scoperta di piccole radure all’interno di un’ampia foresta oscura, a “muoverci”, a “giocare” autonomamente all’interno delle condizioni in cui ci troviamo, come le viti all’interno di un buco un po’ largo (l’immagine di E.Bencivenga in Filosofia come gioco) e tentare di gestire sensatamente e responsabilmente, anche se parzialmente la vita individuale e comune.

Ci vediamo al caffè filosofico presso la libreria Prinz Zaum a partire dal 22 gennaio!

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