Al via il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere

RIFLESSIONI A PARTIRE DALLA CONFERENZA STAMPA DEL GIORNO MARTEDI 14 MARZO 2017, PRESSO LA SALA RIUNIONI DELLA PRESIDENZA REGIONALE DI BARI, SUL NUOVO PROGRAMMA DELLA SESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLE DONNE E DEI SAPERI DI GENERE CHE SI SVOLGERA’ DAL 20 MARZO AL 12 APRILE NEL SEGNO DELLE RIVOLUZIONI CON SEMINARI, EVENTI E SPETTACOLI.

DI ANNA CAPRIATI

“Ti amo” è un atto performativo: fa ciò che dice.

Jean-Luc Nancy

Il Festival delle donne e dei saperi di genere è una «rivoluzione in corso» – entusiasta apre il dibattito l’ideatrice e direttrice Francesca Romana Recchia Luciani – con una propria fisionomia e identità peculiare che condivide in più luoghi corpi e menti attraverso l’incrocio di linguaggi plurali. Una vocazione multidisciplinare che porta in sé un cambiamento culturale, un divenire attivo delle pratiche espressive aperte a nuove identità, alterità, e anche ad una certa intimità che permette «a chiunque creda nella possibilità di costruire una società dei diritti aperte ed egualitarie, nelle quali la liberazione di ognuno e di ciascuna coincida con la sua capacità di perseguire il proprio desiderio e di manifestare il proprio amore».[1]

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La citazione di Carla Lonzi è l’idea guida di questa rivoluzione: “non esiste la meta, esiste il presente. Noi siamo il passato oscuro del mondo, noi realizziamo il presente”, infatti il lavoro del Festival è il dare voce al cuore delle donne e non solo, alle minoranze, all’amore e alla sessualità, ai diritti delle differenze, alla filosofia, alla vita. L’intervento di Titti De Simone, consigliera politica del Governatore della Regione Puglia, ha delineato il Festival come un «mondo produttivo» che produce passione per la ricerca e soprattutto civica, perché connette più attività formative tra loro. La connessione con Matera[2] è un’altra opportunità di crescita culturale sul territorio, lo ha confermato Aldo Patruno (direttore del Dipartimento turismo ed economia della cultura della Regione Puglia) poiché incoraggia una cooperazione Puglia e Basilicata esposta ad una visione più ampia del fare sapere, anche attraverso la cinematografia e l’arte.

Oltre il cinema, il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere attraversa anche il linguaggio dello spettacolo e della scrittura non sessista: la danza e i corpi in scena[3], il teatro di liberazione sessuale, la scrittura d’esperienza e la scrittura militante. Non poteva mancare la “filosofia come dichiarazione d’amore” con Simone Regazzoni, e il suo ultimo libro Ti amo come una risposta infinita di un fare l’eterno nel tempo[4]. Questo amore ripercorre tutti gli eventi dello stesso Festival, perché la forza stessa dell’innamoramento è il mettersi sempre alla prova, un’avventura che irraggia e rischiara[5].

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Ci saranno testimonianze e studi di attiviste, scrittrici, filosofe, politiche, giornaliste che hanno vissuto il femminismo e che si muovono contro gli stereotipi della società attuale che ancora influenzano il nostro pensare, il modo in cui ci relazioniamo con il corpo, per svelare (ed informare) ciò che è occultato dai media, dal maschilismo più becero alla violenza di genere. Tra le tante presenze al Festival 2017: Lea Melandri[6], Caterina Serra, Cecilia Robustelli, Alessandra Pigliaru, Giovanna Zapperi, Natascia Mattucci, Ester Rizzo, Sandro Bellassai, Porpora Marcasciano, H.E.R. ecc.

Da non trascurare i temi filosofici intorno al paradigma della violenza di genere, della conflittualità tra diversità non riconosciute, così da delineare alcuni elementi della questione amore e cultura, mascolinità e trasformazione. Infine, basterà partecipare agli incontri per comprendere davvero il senso di tutta la contaminazione amorosa del Festival, ma vogliamo concludere e ri-aprire con una frase, anzi, con il richiamo etico e politico di Carla Lonzi[7]: «il mondo della differenza è il mondo dove il terrorismo getta le armi e la sopraffazione cede al rispetto della varietà e della molteplicità della vita».

[1] Tratto da un saggio della rivista Postfilosofie (numero 8 – Anno 2015 Nel segno delle differenze) intitolato “Filosofie femministe e riconoscimento delle identità plurali: dalla differenza alle differenze” di Francesca R. Recchia Luciani, docente di Filosofie contemporanee e saperi di genere presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

[2] Dove sarà proiettato Femminismo! Documentario del 2016 di Paola Colomba presso il Cinema “Il Piccolo” di Matera e in anteprima regionale per la Puglia giovedì 23 marzo alle ore 20:00 presso il Cineporto di Bari.

[3] Si annuncia sorprendente lo spettacolo di danza contemporanea PARADISE di Francesco Marilungo e Francesco Napoli, che sarà seguito da un intervento del blogger e attivista queer Ethan Bonali.

[4] S. Ragazzoni, Ti amo, filosofia come dichiarazione d’amore, ed. UTET

[5] Cfr. Euripide, Andromaca – Troiane, cit. p.87

[6] Una “punta avanzata” del femminismo attivo – come afferma la filosofa Francesca R. Recchia Luciani, nonché sua amica da anni.

[7] Vorrei ringraziare la professoressa Malia Cerri, per avermi donato la lettura di Carla Lonzi in “Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale e altri scritti” (Rivolta Femminile, Milano, 1978), libro che mi ha permesso di toccare con mano il cuore profondo della filosofa.

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