Convegno Log@Ritmi: Il mondo della scienza esposto alla pluralità dei saperi

Le conferenze di Luigi Borzacchini, Francisco Oliver Llinares, Liborio Dibattista al Salvemini durante il convegno “Logaritmi”, patrocinato dalla SFI – Bari.

di Anna Capriati

“ La storia della scienza, come quella di tutte le idee umane, è storia di sogni irresponsabili, di ostinazioni e di errori. Ma la scienza è una delle pochissime attività umane – se non l’unica – in cui gli errori vengono sistematicamente sottoposti a critica e, sovente, corretti con l’andar del tempo”.

Karl Raimund Popper

Un’altra esplosione innovativa al Liceo Scientifico G. Salvemini di Bari che, nelle giornate 23,24,25,26 gennaio 2017, ha aperto nuovi scenari formativi interdisciplinari, o meglio, transdisciplinari con la matura comprensione delle reciproche influenze tra scienza e società, tecnologia e ambiente.

Un approccio del genere permette alle “materie scolastiche” di non essere necessariamente distaccate dalla ricerca viva e reale, e costituisce uno strumento di motivazione per gli studenti e le studentesse all’apprezzamento di un orientamento che punta alla collaborazione e al lavoro di gruppo. Infatti, questa programmazione è stata pensata dalla preside Tina Gesmundo con l’aiuto dei docenti della scuola, dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, del “Politecnico di Bari”, del servizio d’accoglienza studentesco, ed i patrocini del Comune di Bari, di Mathesis e di Aulab, nonché della SFI – sez. di Bari. Lo svolgimento degli eventi, diviso in sessioni, permettevano la scelta libera dello studente tra incontri con gli autori e seminari a tema e, nel pomeriggio, la possibilità di seguire workshops specializzati (es. logica, fisica, nutrizione, stampante 3D) o il cineforum.

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Il prof. Borzacchini, insieme a Mario De Pasquale (a sin.) e al prof. Alessandro Dell’Aere (a dx)

Tuttavia, proponiamo qui il racconto di due incontri: la relazione del prof. Luigi Borzacchini (Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Bari) sul dibattito intorno all’ ”armonia perduta” dei numeri con l’introduzione storico-filosofica del presidente SFI Bari Mario De Pasquale, e la presentazione del dott. Francisco Oliver Linares (Hospital de Crucis Spagna) e il prof. Liborio Dibattista (Storia della Scienza e Storia della Medicina) sull’uso delle stampanti 3D per la cardiochirurgia.

In che modo – si chiede De Pasquale – è possibile parlare di bellezza armonica nella matematica? Il presupposto della matematica è la misurazione, il suo linguaggio si basa sul “controllo”. La logica e il calcolo, permettono la produzione armonica di blocchi sonori. La teoria musicale però, è definita libera nell’esprimere delle emozioni, volontà, idee tra loro variabili. In effetti, risulterebbe paradossale intravedere nella matematica una funzione del senso stesso della musica.

Il senso-natura della musica è l’armonia delle regole divine del mondo, dice Platone, e con la matematica ha in comune il fondamento del vero. Nel Simposio, il filosofo descrive la funzionalità della musica come “controllo sociale” , cioè l’ascolto condiziona l’ethos o il cambiamento dei “modi” , quelle abitudini comportamentali differenti come le “tonalità” del vivere.

La riflessione filosofica oggi ha fatto della filosofia della scienza un campo privilegiato per spiegare i comportamenti umani nella propria visione del mondo. La scienza è prodotto dell’uomo, della sua capacità creativa e razionale ma legata alla storia e al tempo. I Greci amavano la matematica e l’astronomia ma comprendevano il mondo solo attraverso i propri dei. Vale a dire, l’armonia (la sua origine nel mito) dai Pitagorici in poi, era legata al cosmo, all’arte di imitare le stelle e nella sfera politica della polis. Scienza e filosofia, estetica ed etica non assumevano posizioni ideologiche ma co-esistevano nell’essenza stessa del mondo. Nei suoi studi, Luigi Borzacchini ha delineato quelle rotture visibili dal Medioevo al Rinascimento con la distinzione armonia/melodia e nel Settecento con la nuova antropologia nel campo del pensiero, spezzato in tre parti sostanziali (morale, arte, filosofia). La bellezza dipenderà solo dalla struttura dell’orecchio, e la differenziazione dell’arte dal pensiero filosofico sarà poi ricercata dal filosofo Kant e le sue tre critiche della ragion pura scientifico-metafisica, pratica etica e giudizio estetico. L’arte diventa linguaggio espressivo (Rousseau) che lega i sentimenti dell’artista e spettatore, e non più come una tecnica.

Borzacchini cita vari scienziati, filosofi, storici che in qualche modo hanno ricercato l’importanza della musica nel lavoro epistemologico e sperimentale, ad esempio le varie dimostrazioni sul discreto, continuo, incommensurabilità, infinito potenziale/attuale, appartenenti alla tradizione greca e poi declinati nella modernità in più voci e linee melodiche. Leibniz espone le consonanze e i toni ai logaritmi, e scrive “la musica è il piacere che la mente umana prova quando conta senza essere conscia di contare”[1]. Lo scienziato è come l’artista, nella sua opera ci dice il suo rapporto con il mondo e come comprenderlo al meglio. Questo piacere è del tutto scomparso oggi? Borzacchini conclude “l’eredità dell’armonia perduta è la matematica e la musica moderna, e anche una certa nostalgia”.

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Il prof. Francisco Oliver Llinares (in piedi)

A proposito del ruolo della scienza, l’altro seminario ha affrontato il tema dell’oggettività dei dati dell’esperienza e delle inferenze/osservazioni dello scienziato o medico. In particolare, i criteri oggettivi non sono fissi e immutabili ma soggetti a cambiamenti, a seconda della ricerca scientifica, delle influenze socio-culturali e dei metodi/strumenti applicati. Il medico-filosofo Liborio Dibattista non ha semplicemente descritto la ricerca sull’evoluzione delle immagini iconografiche nella storia della pratica medica, anzi, ha indicato un cammino per insegnare efficacemente l’immagine della scienza dalla quale siamo dominati. Un cammino nell’umano della vita, cioè la storia. Il lavoro del medico, del dover essere del medico non è mai funzionale a sé , il disvelare la natura della malattia deve anche tener conto del paziente e dei fattori esterni. Così il dott. Francisco Oliver Llinares sostiene la ricerca sulle nuove tecniche diagnostiche in 3D: possono controllare la degenerazione provocata dal cancro, trovare soluzioni bioalternative sulla questione antibiotici e salvaguardare l’etica nella sperimentazione. Un’attenzione alla componente genetica e alle scelte basate sulla selezione dell’embrione deve anche tener conto dei rischi, economici e politici. Da queste considerazioni si fa leva sul come evitare le malattie ereditarie, tenendo conto delle diverse prospettive giuridiche sulle cure, di un corretto uso delle tecnologie  e sostenere le sollecitazioni di matrice bioetica. E’ proprio dal connubio delle nuove tecnologie con la partecipazione attiva, la freschezza e l’originalità degli incontri che trasforma il liceo Salvemini in un exemplum di alfabetizzazione intelligente ai nuovi media e al ripensare una condivisione inventiva.

Infine, i lavori presentati dalle diverse Università, nel rispetto del titolo del progetto, avevano in comune un duplice scopo: raccontare frammenti dell’evoluzione del pensiero scientifico dell’uomo ma, dall’altro,una forte finalità didattica nei confronti degli ragazzi e delle ragazze che hanno preso parte all’elaborazione di questa “enciclopedia delle scienze”.

[1] Cit. Marcus du Sautoy, L’enigma dei numeri primi, trad. Capararo, Rizzoli, 2005

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